Benvenuti sul mio blog spero siate ogni giorno più numerosi...per leggere le notizie di un povero navigatore solitario alla ricerca di tante notizie curiosità che popolano la rete. Vi aspetto! branci
ADNKRONOS
lunedì 18 aprile 2011
venerdì 15 aprile 2011
I RITI DELLA SETTIMANA SANTA AD ENNA



martedì 12 aprile 2011
Ai referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno vota SI per dire NO.
1 - Vota SI per dire NO AL NUCLEARE.
2 - Vota SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA.
3 - Vota SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO.
RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM... perchè Berlusconi NON farà passare gli spot ne' in Rai ne' a Mediaset.
Passaparola!
1 - Vota SI per dire NO AL NUCLEARE.
2 - Vota SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA.
3 - Vota SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO.
RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM... perchè Berlusconi NON farà passare gli spot ne' in Rai ne' a Mediaset.
Sapete perché ? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum lo scenario sarebbe drammatico per Berlusconi ma stupendo per tutti i
cittadini italiani:
1 - Se passa il SI per dire NO AL NUCLEARE, BERLUSCONI NON POTRA' PIU' FARE ARRICCHIRE I SUOI AMICI IMPRENDITORI CON I NOSTRI SOLDI E LA NOSTRA SALUTE.
2 - Se passa il SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA, BERLUSCONI NON POTRA' FARE ARRICHIRE I SUOI AMICI IMPRENDITORI LUCRANDO SU UN BENE DI PRIMA NECESSITA'.
3 - Se passa il SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO, BERLUSCONI NON POTRA' PIU' DIRE CHE HA LA MAGGIORANZA DEGLI ELETTORI DALLA SUA PARTE E DOVRA' DIMETTERSI.
Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E' necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone. Secondo la propaganda berlusconiana le cose devono andare a finire così:
1 - I cittadini si informano attraverso la Tv.
2 - Le Tv appartengono a Berlusconi.
3 - Berlusconi, per i motivi sopra indicati, non vuole che il referendum passi.
4 - Il referendum non sarà pubblicizzato in TV.
5 - I citt adini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il 12 giugno.
6 - I cittadini, non andranno a votare il referendum.
7 - Berlusconi sarà contento, farà arricchire i suoi amici, si arricchirà, e resterà al suo posto.
8 - I cittadini, continueranno a prenderla nel ……….. .
Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ? Copia-incolla e pubblicizza il referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti.
cittadini italiani:
1 - Se passa il SI per dire NO AL NUCLEARE, BERLUSCONI NON POTRA' PIU' FARE ARRICCHIRE I SUOI AMICI IMPRENDITORI CON I NOSTRI SOLDI E LA NOSTRA SALUTE.
2 - Se passa il SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA, BERLUSCONI NON POTRA' FARE ARRICHIRE I SUOI AMICI IMPRENDITORI LUCRANDO SU UN BENE DI PRIMA NECESSITA'.
3 - Se passa il SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO, BERLUSCONI NON POTRA' PIU' DIRE CHE HA LA MAGGIORANZA DEGLI ELETTORI DALLA SUA PARTE E DOVRA' DIMETTERSI.
Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E' necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone. Secondo la propaganda berlusconiana le cose devono andare a finire così:
1 - I cittadini si informano attraverso la Tv.
2 - Le Tv appartengono a Berlusconi.
3 - Berlusconi, per i motivi sopra indicati, non vuole che il referendum passi.
4 - Il referendum non sarà pubblicizzato in TV.
5 - I citt adini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il 12 giugno.
6 - I cittadini, non andranno a votare il referendum.
7 - Berlusconi sarà contento, farà arricchire i suoi amici, si arricchirà, e resterà al suo posto.
8 - I cittadini, continueranno a prenderla nel ……….. .
Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ? Copia-incolla e pubblicizza il referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti.
Passaparola!
venerdì 8 aprile 2011
Catasto Borbonico
Mappa di Leonforte
Fu scoperto casualmente all’indomani del terremoto della Valle del Belice del 1968, entro una cassa riposta in un palazzo di Montevago, l’archivio di piante catastali borboniche dei territori e degli abitati di Sicilia era stato conservato dagli eredi del Marchese Vincenzo Mortillaro di Villarena, e da tempo dimenticato. Il fortuito ritrovamento ha fornito una vasta documentazione cartografica della Sicilia ottocentesca che si riteneva irrimediabilmente perduta.L’acquisizione delle mappe da parte dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali ed Ambientali nel dicembre 1997 ne ha consentito lo studio come strumento di comprensione delle dinamiche del paesaggio, ai fini della pianificazione paesistica.
La mostra allestita nel giugno 2001 presso il Palazzo Chiaramonte Steri di Palermo, la pubblicazione del volume Le mappe del catasto Borbonico di Sicilia e l’archiviazione delle carte presso il Centro Regionale per l’inventario, la catalogazione e la documentazione grafica fotografica, aerofotografica, fotogrammetrica e audiovisiva dei beni culturali e ambientali sono alcune delle iniziative poste in atto dal Dipartimento dei Beni Culturali e Ambientali ed Educazione Permanente per dare la possibilità a studiosi di varie discipline di trarre dalla collezione "l’utile stragrande" auspicato dal Marchese Mortillaro.
Le mappe catastali ritrovate hanno datazioni tra il 1837 ed il 1853, secondo quanto emerge nei documenti cartografici, e sono state redatte sulla base dei dettami del Real Decreto per la Rettifica del Catasto Fondiario dell’8 agosto 1833 e delle modifiche apportate con un nuovo decreto il 17 dicembre 1838. Con tali disposizioni Ferdinando II di Borbone intendeva realizzare una distribuzione equa delle contribuzioni da parte dei cittadini “in questa parte de’ nostri reali dominii”.
L’operazione catastale era stata in realtà iniziata a partire dal 1810, anno in cui si decise di abbandonare il metodo della tassazione per “donativi” ponendo le basi per la redazione di un vero catasto. Ma a distanza di quarant’anni da quella data i lavori non erano ancora terminati. Per tale motivo nel 1850 venne affidato l’incarico di concludere il lungo iter burocratico della complessa opera al Marchese Vincenzo Mortillaro di Villarena, nominato Delegato speciale per la compilazione dei catasti di Sicilia. Questi dichiarò chiusi i lavori nel 1853 consegnando il materiale descrittivo al Grande Archivio, trattenendo le mappe che costituiscono oggi la raccolta.
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