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giovedì 17 febbraio 2011

100 immagini

La fotografia ha sempre esercitato un grande fascino in me per la straordinaria caratteristica di fermare il tempo, di imprimere nella memoria di chi la osserva qualcosa che altrimenti si sarebbe trasformato, sarebbe mutato con lo scorrere del tempo e sarebbe andato irrimediabilmente perduto.
La convinzione che non si può avere futuro senza la conoscenza ed il recupero del passato, mi ha portato a raccogliere nel tempo una enorme mole di vecchie  fotografie.
Visite illustri di grandi viaggiatori e fotografi (Jean Houel, Vivant Denon e J. C. Richard de Saint-Non, G. Rohlfs, R. Capa, …), e non solo, ci hanno lasciato immagini, scorci, ritratti o particolari del castello medievale di Sperlinga e dei suoi dintorni che documentano in maniera significativa la storia sociale, religiosa ed etnoantropologica della comunità e l’evoluzione del paese negli ultimi cento anni.
Ho sempre pensato che questo materiale raccolto con meticolosa scrupolosità potesse destare interesse e curiosità anche in altri, ma mi è mancato lo stimolo giusto per darlo alle stampe; adesso sono stato incoraggiato a pubblicarlo dall’attuale Amministrazione Comunale ed in particolar modo dal  Sindaco, Pino Cuccì e da tutti quei cittadini sperlinghesi che, rinunziando, in qualche caso, ad un pezzo della propria “privacy”, mi hanno permesso di visionare fotografie che custodivano con una certa gelosia.
Rivolgo un caldo e sentito ringraziamento a coloro i quali mi hanno aiutato e sostenuto nel valorizzare l’importanza storico-documentaria ed affettiva di tutte quelle immagini che rappresentano con tanta obiettività i molteplici  aspetti della vita e come tessere di un mosaico vanno a ricomporre il nostro recente passato.

Totò Scalisi


mercoledì 12 gennaio 2011

lunedì 15 settembre 2008

La memoria

SPERLINGA
CITTA' ANTICA DI SICILIA

Il 9 agosto 2008 è stato presentato, all'interno dell'affascinante Castello di Sperlinga, il libro "Sperlinga - Città antica di Sicilia". La pubblicazione va arrichire la gia folta bibliografia su Sperlinga. Gli autori Liborio Bellone, Carlo Bellone, Paolo Totò Bellone, Antonino Bonomo, Simone Guglielmo e Salvatore Scalisi hanno analizzato tutti i dati e i reperti raccolti in un ventennio facendo un attento studio del territorio di Sperlinga. Il Presidente dell'Archeoclub d'Italia sede di Sperlinga, Totò Scalisi, nella presentazione della pubblicazione precisa che questo è frutto di un'attenta ricerca di appassionati di archelogia. Ricco di immagini con puntuali didascalie, la pubblicazione si presta alla lettura sia per gli appassionati di archeologia, di storia e sia per gli amanti della cultura in genere.


mercoledì 20 agosto 2008

Eredità immateriali dei centri ennesi

Fiabe e beffe nella Sicilia Lombarda
di Marcella Croce
Viaggi nell’aldilà, racconti di burle e sberleffi, favole magiche. Tutte le tipologie della fiaba, così come sono state individuate da Propp e da altri studiosi, ricorrono puntualmente nei racconti in lingua gallo-italica del paese di Nicosia racconti, tradotti ed elaborati da Sigismondo Castrogiovanni e recentemente pubblicati (accanto alla relativa trascrizione in italiano) nei due volumi “Eredità immateriale dei centri ennesi” a cura di Salvatore Lo Pinzino, sotto l’egida dell’associazione G.Forti Natoli di Sperlinga e della Regione Siciliana.
Nicosia condivide l’idioma gallo-italico (o gallo-romanzo) con Piazza Armerina e con una decina di altri centri delle province di Messina, Catania, Siracusa e Enna, tra cui Aidone, San Fratello, Sperlinga, Acquedolci e Novara di Sicilia: la cosiddetta “Lombardia siciliana”. Questa peculiare lingua che in realtà non è lombarda, ma ligure piemontese, deriva da una forte mescolanza etnica tra la popolazione locale e i popoli settentrionali arrivati al seguito dei normanni nell’XI e XII secolo. Essa presenta delle caratteristiche un po’ diverse in ciascuno di questi centri ed è stata spesso oggetto di discriminazione perché considerata espressione di inferiore ceto sociale.
Il gallo-italico è documentato anche in alcuni paesi calabresi e lucani; in quest’ultima regione ha ottenuto status di lingua minoritaria, così come è avvenuto per l’albanese di Sicilia. A Piazza Armerina, dove il gallo-italico viene chiamato “ciaccès ‘ncaucà”, esistono tuttora peti in vernacolari, tra i quali il più noto è Nino Testa. Istintivo e satirico, i cui versi, non ancora pubblicati vengono frequentemente declamati pubblicamente.
In Sicilia questa lingua di origine padane costituì un cuscinetto divisorio, una specie di barriera linguistica, fra il “palermitano” e l’idioma “siculo-orientale”. Queste zone sono certamente una enclave di grande interesse per gli studiosi di linguistica; a Remigio Roccella , che nel 1872 pubblicò il suo primo libro di poesia piazzese, si deve il capostipite dei vocabolari gallo-italici con elementi grammatica e fonetica, che da quel momento in poi divenne un punto di riferimento per ogni studioso. Salvatore Trovato, originario di Nicosia, ha curato la trascrizione ortografica del nicosiano, e dal 1987 ha attivato il progetto gallo-italico presso l’Università di Catania, dove è ordinario di Filologia moderna.
Quattro convegni sul gallo-italico, con relativa pubblicazione di Sigismondo Castrogiovanni, 74 anni, che fu maestro elementare a Nicosia per quattro decenni, si era accorto che questa lingua stava scomparendo e adoperò a salvarne i fondamenti, basandosi principalmente su materiale trascritto dalla testimonianza orale della propria madre.
Le favole sono esemplificazione di rituali iniziatici, e hanno sempre un valore didattico, come osserva nella sua introduzione Claudio Paterna, dirigente del servizio Beni storici-artistici e antropologici della Regione. Il protagonista è spesso vittima di una ingiustizia, deve nascondersi sotto mentite spoglie e superare e superare, con l’aiuto di oggetti magici, durissime prove prima che sia rivelata la sua vera identità. Ci sono racconti di fede ingenua dove, su un fiabesco sfondo religioso, monaci di grande creduloneria si lasciano facilmente abbindolare, e ci sono racconti di animali che con il loro perfetto antropomorfismo si inseriscono nella più pura tradizione favolistica esoplana. Dietro ogni vicenda si intuisce un mondo contadino di estrema miseria in cui non si è perso però il gusto dell’ironia, come nella storia di “Maestro Imbroglia Popolo”, disposto a stendersi sul cataletto e a intimare ai suoi otto figli di piangerlo per morto pur di sfuggire ai suoi creditori. È un mondo dominato dal fatalismo e dalla sempiterna dea che tutto sembra governa, la Sors fortuna, e nel quale il sovrannaturale è costantemente imbevuto di sincretismo: così è accaduto che la “Bella dei sette veli”, protagonista di una delle favole raccolte da Castrogiovanni, sia anche una delle denominazioni della Madonna di Trapani, il cui culto a sua volta era stato assimilato a quello della Venere ericina.Correda l’opera un’interessante documentazione fotografica. Il primo volume contiene le etnofotografie che il dialettologo tedesco Gherard Rholfs, durante i rilevamenti da egli eseguiti per l’Atlante linguistico Italo-Svizzero, scattò nel 1924 per documentare la vita della gente che abitava nelle grotte a Sperlinga (definiti gli ultimi trogloditi nella stampa del tempo). Le favole del secondo volume sono illustrate da numerose cartoline d’epoca di Nicosia. Concludono il secondo volume le foto scattate dall’amministrazione locale fra il ’22 e il ’26 per far vedere al governo di Roma le condizioni di miseria nelle quali viveva a quel tempo la gente di Sicilia. È prevista la pubblicazione di altri volumi di racconti, che raccoglieranno non solo favole ma anche la descrizione.

domenica 7 ottobre 2007

Fotografie

Sperlinga
100 immagini della nostra Storia
di Totò Scalisi
Scrive l'autore nella premessa:
La fotografia ha sempre esercitato un grande fascino in me per la straordinaria caratteristica di fermare il tempo, di imprimere nella memoria di chi la osserva qualcosa che altrimenti si sarebbe trasformato, sarebbe mutato con lo scorrere del tempo e sarebbe andato irrimediabilmente perduto
La convinzione che non si può avere futuro senza la conoscenza del passato, mi ha portato a raccogliere nel tempo una enorme mole di vecchie fotografie.
Visite illustri di grandi viaggiatori e fotografi (Jean Houel, Vivant denon e J. C. Richard de Saint.Non, G. Rohlfs, R Capa,...), e non solo, ci hanno lasciato immagini, scorci, ritratti o particolari del castello medievale di Sperlinga e dei suoi dintorni che documentano in maniera significativa la storia sociale, religiosa ed etnoantropologica della comunità e l'evoluzione del paese negli ultimi cento anni.

Ho sempre pensato che questo materiale raccolto con meticolosa scrupolosità potesse destare interesse e curiosità anche in altri, ma mi è mancato lo stimolo giusto pe darlo alle stampe; adesso sono stato incoraggiato a pubblicarlo dall'attuale Amministrazione Comunale ed in particolare modo dal Sindaco, Pino Cuccì, dall'Assessore alla Cultura Gino Guglielmo e da tutti quei cittadini sperlinghesi che, rinunziando, in qualche caso, ad un pezzo della propria "privacy", mi hanno permsso di visionare fotografie che custodivano con una certa gelosia.
Rivolgo un caldo e sentito ringraziamento a coloro i quali mi hanno aiutato e sostenuto nel valorizzare l'importanza storico -documentaria ed effettiva di tutte quelle imamgini che rappresentano con tanta obiettività i molteplici aspetti della vita e come tessere di un mosaico vanno a ricmporre il nostro recente passato.
Copyright Edizioni Tomaselli - 2004

mercoledì 29 agosto 2007

Corteo medioevale

Corteo medioevale di Sperlinga 16 agosto 2007

Preparazione del corteo


Figuranti






Foto Totò Scalisi









Principessa di Sperlinga




Sindaci dei Comuni che hanno partecipato alla manifestazione


martedì 28 agosto 2007

venerdì 10 agosto 2007

Festa del Tortone

Si svolge a Sperlinga, uno splendido comune in provincia di Enna, il 16 agosto 2007 la Sagra del Tortone. Tpico dolce locale gustosissimo e dal sapore inimitabile. La sagra è caratteristica anche perché si svolge nello spiazzo antistante il suggestivo castello rupestre di Sperlinga, considerato tra i più belli del suo genere in Europa.