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venerdì 16 novembre 2007

Pesci come esca

Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, per risolvere il problema annoso dei topi e dei ratti in città ha interpellato Massimo Donadon esperto mondiale in fatto di derattizzazione e prodotti topicidi. L’esperto, in una dettagliata relazione, ribadisce che bisogna scegliere l’esca giusta per attirare il topi in trappola. Infatti, in Germania, ha usato bocconi di grasso di maiale. Donadon, per quanto riguarda Venezia, è convinto che bisogna usare il pesce e precisamente il salmone. Perché è convinto ormai che i topi sono abituati a qualsiasi tipo di immondizia piena di “leccornie” varie.

Padre e figli

Un contadino indiano del Rajasthan, Nanu Ram Jogi, poco tempo fa è diventato per la ventunesima volta papà. Il fatto straordinario non è solo per il numero degli figli, ma per l’età: 90 anni.
Il record, in tal senso, apparteneva all’australiano Les Coley, oggi scomparso, che ebbe l’ultimo figlio alla veneranda età di 92 anni. In fatto di famiglie allargate, quanto a dimensioni appartiene all’arabo Signor Daad Mohammed Murad Abdul Rahmanm degli Emirati Arabi che ha 68 anni aveva 78 figli, però da 15 mogli diverse. Il prolifico signore arabo ha dichiarato alla stampa che smetterà quando arriverà a quota 100.

venerdì 21 settembre 2007

320 metri di dolcezza




I pasticceri del comune francese di Meurthe-et-Moselle per festeggiare il passaggio "veloce" del treno TGV hanno preparato una torta lunga ben 320 metri. La lunghissima torta si è dipanata lungo le vie cittadine. Non è il primo record dei pasticceri francesi, ma già in passato avevano preparato un'altra torta lunga 220 metri. Per poter realizzare questa lunghissima torta ci sono voluti ben venti pasticceri. Il capolavoro dolciario successivamente è stato tagliato in 8 mila fette e distribuito a tutti i cittadini. Il tutto per la gioia di grandi e bambini.

giovedì 13 settembre 2007

41 bulbi a centimetro quadrato



Quarant'uno peli per centimetro quadrato fanno del cinese Yu Zhenhuan l'uomo più peloso del mondo. In Cina è un noto cantante. Ultimamente si è messo in testa di fare il tedoforo per le olmpiadi cinesi, visto che le selezioni per portare la torcia di Pechino 2008 sono aperte a tutti. Il comitato olimpico, però è titubante e non sembra molto entusiasta. Teme, infatti, che la sua notorietà possa offuscare la fiamma dei Giochi.

martedì 11 settembre 2007

C'era una volta...

Assoro - c/da Maddalena settembre 2007



C’era una volta…

Da un po’ di tempo ormai tutti i quotidiani si stanno occupando della “quasi” scomparsa di un animale domestico: l’asino. In effetti quanti di noi sanno di questo? Pochi. Sono rimasti pochi esemplari di questo laborioso e caparbio animale. L’asino è scomparso dalla terra, dai paesi e persino dai racconti. Le nuove generazioni non l’hanno mai visto, se non in qualche documentario, i vecchi lo relegano negli angoli più remoti della memoria, perché l’animale evoca fatica e sudore, di pane duro e paglia. A scuola era simbolo del disprezzo per gli studenti meno inclini allo studio e poco diligenti, ma più al gioco. Ci sono tracce già nel Neolitico, si era fatto carico di tutti i pesi, concorrendo alla creazione di civiltà sia in Oriente che in Occidente. Tanti progetti hanno trasportato le sue bisacce. Lo si trova, ancora in qualche aerea depressa del Mondo. Povero tra i poveri, sopravvive a stenti. Lui usato per ogni tipo di servizio, l’animale del solidale connubio assieme al mulo (altro animale domestico in fase di estinzione) col fante di montagna, l’alpino. Il Comune di Marsala ha ritenuto opportuno e ha voluto innalzare un monumento a dimostrazione della secolare riconoscenza per la collaborazione svolta con silenziosa umiltà. Importante quanto la ruota che senza di lui non poteva girare. Rischia di essere ricordato soltanto nei libri. A rischio scomparsa anche i ragli, i calci tirati da dietro ai molestatori. Si porta dietro un vocabolario di parole, tanti significati , la metafora, il Pinocchio di chi è stato bambino qualche decennio fa.
Da tempo era scomparso il mulo suo figlio, frutto di un amore innaturale tra di lui, lo scalcinato della terra, e la cavalla, della nobile razza dei destrieri atleti infaticabili dei campi di battaglia. Nessuno ricorda più il bardotto, incrocio fra un cavallo ed un’asina, animale possente dal garrese alto usato dagli nostri Alpini. Trasportavano di tutto, dai viveri ai cannoni. Un obice veniva smontato e caricato dagli Alpini artiglieri su cinque muli. È scomparso il maestoso asino di Martina Franca, quello ragusano e il pantesco. Sta di fatto che l’asino non c’è più. La colpa deve essere sicuramente di qualcuno. Viene facile dire della modernità.
Ritornando al quadrupede, ci si è accorti con molto ritardo, forse in tempo, per scongiurare la definitiva estinzione. Dall’asina si ottiene un latte particolare, tollerato da coloro, e sono molti in modo particolare tra i neonati, che sono allergici al latte di altri animali. Il suo latte è molto simile a quello umano, ma meno ricco di grassi e, quindi molto digeribile. Adatto anche agli adulti che soffrono di particolari problemi intestinali e di aterosclerosi per la presenza in modo prevalente di acidi polinsaturi. Un suo enzima, presente anche nelle lacrime e nella saliva, il lisozima, ha un’azione fortemente antibatterica. Da qui si spiega perché gli animali usavano leccarsi le ferite e tra l’atro metafora usata dagli uomini. Un’asina produce al giorno poco più di un litro e mezzo di latte per sei sette mesi all’anno e costa molto caro a tal punto di paragonarlo ad uno dei metalli più preziosi. Avrebbe mai potuto immaginare Apuleio che dopo duemila anni il suo “Asino d’oro” sarebbe diventato veramente tale?.
A tal proposito stanno fiorendo tante iniziative a sostegno dell’allevamento del quadrupede, perché in oltre è utilizzato per l’onoterapia che è l’equivalente dell’ippoterapia. Si può affermare che grazie a questo ritrovato “interesse economico” sarà evitato totalmente la scomparsa dell’asino.
Leonforte - vie cittadine
agosto 2007

venerdì 7 settembre 2007

Multe salate? No, grazie..

La Polizia stradale del Cantone svizzero di Friburgo, dopo uno attento studio, ha constatato che gli automobilisti fanno sempre più infrazioni. Ha deciso, quindi, di incentivare l'uso corretto del codice stradale, offrendo cioccolata agli automobilisti meritevoli. E' denominata merci l'operazione che è scattata dopo normali controlli di polizia, chi ha dimostrato di avere documenti e auto in regola, sono stati offerti cioccalattini prodotti dalle migliori pasticcerie locali.
Potrebbe essere una buona idea anche per gli automobilisti italiani. Per esempio: i siciliani premiati con un buon "cannolo di ricotta" o con un pezzo di cassata. Gli automobilisti campani con gli "struffoli" o gli automobilisti di Belluno con lo "strudel".
Fonte: Venerdi di Repubblica

venerdì 4 maggio 2007

Il valore dei jeans



Leggendo "La Stampa" di oggi, 4/5/2007, mi ha incuriosito l'articolo di Francesco Semprini su un caso che è successo negli Stati Uniti d'America. Nel maggio 2005 un giudice di Washington porta un paio di pantaloni in una nota lavanderia di proprietà di emigrati sudcoreani, ma al ritiro i pantaloni non si trovano più. Da quel momento iniziano i guai dei sudcoreani. Perchè lo zelante giudice decide di adire per le vie legali. I Chung per chiudere il contenzioso erano disponibili a risarcire il giudice con 12.000 dollari. Il giudice ha ritenuto insoddisfacente l'offerta ricevuta e quindi, ha ritenuto opportuno chiedere 67 milioni di dollari di risarcimento. Il tutto motivato dal fatto e sopratutto dalla interpretazione di una legge americana sulla protezione dei consumatori. La somma, inoltre, è comprensiva dei danni morali causati dall'impossibilità di indossare i pantaloni preferiti ed anche dal senso di sofferenza psichica per gli inconvenienti causati dalla famiglia sudcoreana proprietaria della lavanderia. Dopo due anni di contenzioso i Chung stanno meditando di tornarsene a Seuol.

mercoledì 2 maggio 2007

Vitamina c



Da una indagine fatta da tre ricercatirici dell'Università di Milano si è giunti alla conclusione che la vitamina c che si trova nelle arance e nella frutta in genere non può essere paragonata a quella prodotta per sintesi degli integratori. L'esperimento che è stato fatto in laboratorio non lascia nessun tipo di dubbio. Le ricercatrici milanesi del dipartimento di scienze alimentari dell'Università di Milano hanno pensato di confrontare l'azione di una arancia con quella di una bustina di vitamina c sciolta nell'acqua. In entrambi i casi, nel sangue prelevato, la percentuale di vitamina c aumenta, ma se il sangue viene trattata, in laboratorio, con una sostanza altamente ossidante come l'acqua ossigenata l'effetto protettivo varia in modo sensibile. L'esperimento che è stato raccontato dalle ricercatrici al British Journal of Nutrition dimostra la diversità di comportamento fatta da una bustina di integratore con una buona arancia. Quindi mangiare della buona frutta magari non trattata da anticrittogamici senz'altro per la salute ha un effetto positivo.
fonte "La Repubblica"

domenica 15 aprile 2007

Gioco dell'oca



Il gioco dell'oca risale alla seconda metà del XVI secolo. Ferdinando I De' Medici fece dono del nuovo gioco a Filipo II Re di Spagna, che ne rimase molto affascinato. Le caselle della versione di De' Medici erano decorate con simboli che in parte sono rimasti nella tradizione: due dadi, un teschio, una coda, un ponte, un labiritnto o un'oca. All'inizio del XVII secolo apparvero in Inghilterra i primi tebelloni stampati, e rapidamente il gioco si diffuse in tutta Europa. La decorazione tradizionale fu spesso rielaborata con soggetti diversi. Gioca on line con il gioco dell'oca.

giovedì 5 aprile 2007

Il compleanno del cappello italiano







Compie centocinquant'anni la fabbrica di cappelli italiani più famosa al mondo. La fabbrica di Alessandria raggiunse il suo massimo splendore gia negli anni trenta del XX secolo. Era il 4 aprile del 1857 quando fu fondata la "L'antica casa Borsalino". Ha vestito il capo di tante persone importanti e meno importanti, del mondo del cinema e della politica. E' leggenda, ormai, da oltre un secolo e mezzo con molti alti e bassi, ma Borssalino non il classico feltro quello che dall'omonimo film con Alain Delon e Jean Paul Belmondo bensì ogni tipo di copricapo confenzionato con grande mastria e elgante perizia: dal panama al cilindro, dalla bpmbetta al fez, alla bustina, alla feluca, dalla coppola al colbacco. Tanti sono i testimonial eccellenti che comprende pontefici e capi di Stato, principi dell'industria, registi, pittori, artisti ma anche grandi gangster come Al Capone e personaggi entrati nella leggenda come Buffalo Bill. Nelle sale del Museo Borsalino ad Alessandria si può visitare la mostra allestita con duemila pezzi. Un pezzo di storia italiana.