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sabato 5 gennaio 2013

Presentazione del libro "Leonforte in camicia nera e fazzoletto rosso"

 E' stato presentato venerdi 3 gennaio 2013 presso l'Auditorium della Scuola Media "D. Alighieri" d Leonforte la pubblicazione postuma del libro "Leonforte in camicia nera e fazzoletto rosso" di Enzo Barbera. La manifestazione è stata condotta da Sandro Rossino che di volta in volta si è alternato con la Prof.ssa Giovanna Maria che è stata la curatrice della stampa.
Nel descrivere i capitoli del libro la Prof.ssa Giovanna Maria ha voluto precisare: "Ho voluto lasciare quell'incompiutezza e qualche ripetizione perché mi sono sembrati come l'impronta digitale di quell'uomo che con tante idee in testa si è allontanato "provvisariamente" dal computer poiché Maria lo chiamava per pranzare e non immaginava minimamaente che non vi avrebbe più potuto fare ritorno perché la sua vita si sarebbe spenta in un attimo subito dopo il pranzo".
Sono stati sicuramente momenti emozionanti. In modo particolare quando la figlia di Enzo Luana ha preso la parola per ricordare suo padre.
Sono intervenuti il Prof. Michele Lentini e Dott. Pino Bonanno.





Foto di Sergio Rossino

mercoledì 2 novembre 2011


Foto aerea del 1953 del Comune di Leonforte fatta da una quota di 3000 metri d'altezza. Si nota nella foto quello che è successo in un sessentennio a Leonforte. Tutta la parte nord del paese manca ed è possibile apprezzare la differenza con Leonforte di oggi.


Tutti i diritti sono riservati.
La foto ha una bassa risoluzione.

martedì 25 ottobre 2011

Anniversario della Fondazione del Circolo di Compagnia


Venerdi 28 ottobre 2011 alle 18,00 in ricorrenza del 175 Anniversario della Fondazione del Circolo di Compagnia, presso il Salone del Circolo di Compagnia di Leonforte si terrà una manifestazione culturale. Interverranno, per ricordare il lontano 1836 anno di fondazione, Salvatore Algozino in qualità di Presidente del Circolo, il sindaco di Leonforte Giuseppe Bonanno, Giovanni Vitale e Gaetano Algozino. Allieterà la serata con i suoi intermezzi musicali la pianista leonfortese Valentina Pecora.





martedì 11 ottobre 2011

I leonfortesi Azzurra Drago e Sandro Rossino oggi saranno ospiti della trasmissione televisiva "La prova del cuoco" la trasmissione di RAIUNO in onda tutti i giormi dal lunedi al sabato alle ore 12,00 condotta da Antonella Clerici.
Sfide tra gli chef “storici” del programma e nuovi talenti, con nuove ricette e nuove rubriche. 

lunedì 26 settembre 2011

Comunicato stampa

Azzurra Drago
Festival Nazionale del Teatro 2011.
La leonfortese Azzurra Drago all'isola d'Elba per l'Accademia del Teatro Italiano.

Azzurra Drago, attrice della Nuova Compagnia Teatrale il "Canovaccio di Leonforte, è stata una dei dicei giovani selezionati in tutta Italia per partecipare all'Accademia del Teatro Italiano, evento clou della Festa Nazionale del Teatro indetta dalla Fita, quest'anno ospitata nella magica cornice dell'Isola d'Elba.
L'Accademia, riservata a giovani dai 18 ai 25 anni provenienti dalle varie regioni d'Italia, è un laboratorio teatrale di una settimana guidato da un regista professionista, con lo scopo della messa in scena di un progetto teatrale in occasione della serata finale della festa del Teatro.
Lo spettacolo prodotto, per l'intero anno, diventerà strumento di promozione dell'attività della Federazione in Italia e, soprattutto, all'estero.
Così, durante l'ultima settimana di settembre, Azzurra Drago sarà impegnata insieme ad alktri 9 giovani attori a prepareare uno spettacolo teatrale che debutterà proprio il prossimo 1 Ottobre.
Sarà messa in scena l'opera "Il gabbiano Jonathan Livingston", adattato e diretto dal regista Daniele Franci, direttore artistico del Centro Teatrale Europeo ETOILLE di Reggio Emilia. La serata proseguirà con l'assegnazione dei prestigiosi Premi Fitalia, in cui la NCTN il Canovaccio di Leonforte quest'anno concorre con lo psettacolo "La lettera di mammina" di P. De Filippo per la regia di Sandro Rossino; lo spettacolo in concorso, già premiato all?angelo Musco di Milo è inserito nei cartelloni Teatrali del Sipario Blu di Catania e del Teatrto Annibale di Francia e Messina, vede tra iprotagonisti la stessa Azzurra Drago che, in questa occasione, onorerà la compagnia di appartenenza in una delle più importanti manifestazioni del teatro amatoriale a respiro nazionale.
Una grande occasione di crescita teatrale, ma soprattutto una grande esperienza umana di arricchimento e condivisione, di cui tutti icomponenti del Canovaccio vanno verament e fieri e orgogliosi. In bocca al lupo!

giovedì 18 agosto 2011

Comunicato stampa


Premiata la NCT il Canovaccio di Leonforte al Premio Teatrale “Angelo Musco” di Milo.
Altro momento di emozione fornito dalla 5° edizione del Premio Angelo Musco Città di Milo tenutosi nella favolosa cornice dell’Anfiteatro Comunale di Milo il 6 agosto 2011, davanti ad un pubblico delle grandi occasioni con più di 1200 presenze.
La serata, condotta dal presentatore televisivo Salvo La Rosa e impreziosita da momenti di intrattenimento forniti dal gruppo musicale dei Beans e dalla comicità di Carlo Kaneba, è stata un’elegante contenitore per un premio ad alto valore culturale che comprende una sezione dedicata alla poesia, una alla narrativa ed una, la più sentita, al teatro.
Il canovaccio è stata una delle 40 compagnie partecipanti a questo premio, al quale ha concorso con il lavoro di P. De Filippo “La lettera di mammina”; un’opera teatrale della tradizione che è stata resa in chiave del tutto originale omaggiando quel varietà degli anni ’30, grazie ad attori che hanno saputo emozionare e divertire le diverse platee che vi hanno assistito.
L’apprezzamento è stato consolidato dalla Giuria Tecnica presieduta dall'Avv. Vincenzo Zappulla (Presidente dell'Istituto Storia dello Spettacolo Siciliano) e composta dalla Prof.ssa Sarah Zappulla Muscarà (docente Letteratura Italiana, Letteratura Teatrale Italiana, Storia del Cinema), dal sig Agatino Zumbo (Attore e Regista Teatro Stabile di Catania), dal dott. Ingegnosi Carmelo (direttore artistico compagnia teatrale) e dal sig. Bruno Torrisi (Attore).
La stessa ha conferito le nominations come Attori Non Protagonisti ad Alessandro Todaro (nel ruolo di Riccardo dei Baroni Mesti) e a Sonia Inveninato (nel ruolo di Teresa).
Inoltre, è stato assegnato l’ambìto Premio come Migliore Regia a Sandro Rossino con la seguente motivazione: la cura registica dello spettacolo La Lettera di mammina ha valorizzato tutto il contesto scenico, che ne è risultato in coerente simbiosi con una commedia di forte comicità di situazione.
E’ così il Canovaccio di Leonforte riesce ad affermarsi nel più prestigioso Premio per il Teatro Siciliano, in un momento in cui sembra che la cultura stenti a stare in piedi, raccogliendo i frutti dei suoi primi dieci anni di attività, colorati di unione, sacrificio e passione.
“Siamo molto orgogliosi – afferma il presidente Alessandro Todaro – perché abbiamo ottenuto dei riconoscimenti alla nostra attività, credendo sempre fermamente che per arrivare a raggiungerne qualcuno, sarebbe stato necessario costruire la nostra realtà lentamente, puntando tutto sulle nostre forze e accettando le tante porte in faccia ricevute”.

martedì 9 agosto 2011

Comunicato stampa

Sandro Rossino

Due Premi al Canovaccio di Leonforte al Festival Nazionale del Teatro Comico in Puglia.
Ritorna a Leonforte con entusiasmo e contentezza la Nuova Compagnia Teatrale “Il Canovaccio” dopo l’esperienza in Puglia alla 9° edizione del Festival Nazionale del Teatro Comico - Premio Bombetta d’Oro di Altamura, dove ha concorso presentando la commedia brillante “Biscotti alle noci” di N.Criscione, selezionata tra i 5 spettacoli finalisti.
La ricetta offerta ed i singoli ingredienti donati da tutta la squadra, ha sfornato dei “Biscotti alle noci” che hanno lasciato il segno.
Proprio il 4 agosto 2011, nella serata finale di premiazione tenutasi al Teatro della Trasfigurazione di Altamura, la fragranza e la croccantezza dell’opera hanno conquistato importanti riconoscimenti.
I leonfortesi hanno ricevuto ben tre segnalazioni; nello specifico Sonia Inveninato (nel ruolo della Signorina Polentini) come Attrice Caratterista, Loredana Lo Pumo (nel ruolo di Anna Saltarelli) come Attrice Protagonista e Sandro Rossino (nel ruolo di Antonio Sallanà) come Attore Protagonista.
Come se non bastasse, alla compagnia leonfortese è andato il Premio di Maggior Gradimento del Pubblico, intitolato ad Oreste Lionello, con i seguenti risultati in termini di gradimento: 90% Alto e 9% Medio. «Questo è un risultato storico per la Bombetta d’Oro», ha commentato il direttore artistico della manifestazione Silvano Picerno nell’annunciare le percentuali di gradimento dell’opera.
Durante la stessa premiazione, la giuria tecnica, composta da docenti universitari, giornalisti e attori, ha assegnato inoltre il premio come Migliore Regia al regista Sandro Rossino con la seguente motivazione: si loda la capacità, dovuta ad un accurato studio del testo, di fondere armoniosamente le diverse componenti della rappresentazione scenica e cioè musica, costumi e scenografia. In Particolare si sottolinea il taglio interpretativo e di movimenti scenici dettati dalla regia e adeguatamente corrispondenti a quanto richiesto dal testo rappresentato.
Il pubblico presente ha ringraziato con forti applausi la compagnia leonfortese tornata in Sicilia con due premi e infinita soddisfazione.

lunedì 4 luglio 2011


L’ “ARIA DEL CONTINENTE” SOFFIA SULLA NCT IL CANOVACCIO

Continuano i successi per la NCT Il Canovaccio. Dopo i premi e le segnalazioni ricevute con lo spettacolo “Anime di Carta” alla XXIII edizione del Festival Nazionale del teatro, svoltasi in ottobre a Siracusa. Dopo l’enorme successo di pubblico ottenuto con la “Lettera di Mammina” in seno alla stagione “Teatrando insieme” 2010-2011 di Nissoria. Dopo aver conquistato il pubblico catanese con “Biscotti alle Noci”, messa in scena in Febbraio al teatro “Sipario Blu” di Catania ed aver avuto l’onore e l’ònere di chiudere in Marzo la prestigiosa rassegna teatrale di Enna “Sicilia in palcoscenico”; arriva per la NCT il Canovaccio un autorevole riconoscimento. La compagnia leonfortese è stata selezionata, su scala nazionale, tra le 5 compagnie teatrali non professioniste che parteciperanno al Festival Nazionale del Teatro Comico “Bombetta d’Oro” – IX Edizione - che negli anni passati ha ospitato, tra le personalità premianti, attori del calibro di: Oreste Lionello, Anna Mazzamauro ed Emilio Solfrizzi. La rassegna si svolgerà presso la cittadina pugliese di Altamura e vedrà le compagnie scelte esibirsi in distinte serate per concorrere all’assegnazione di prestigiosi premi. Il 24 Luglio toccherà agli attori leonfortesi, in concorso con “Biscotti alle Noci” – commedia brillante in tre atti – di N. Criscione.
 La NCT Il canovaccio si affida al proprio cavallo di battaglia che, alla già riuscita ricetta di Criscione, aggiunge in modo originale inediti ingredienti, capaci di rendere la trama attualissima o, per meglio dire, senza tempo. I “Biscotti alle Noci” che il regista Sandro Rossino offre allo spettatore strizzano in modo felice l’occhio alla classica commedia all’italiana degli anni ‘50 e ’70, della quale viene presa in prestito la mordace lente ironica attraverso cui raccontare i vizi e le virtù del Bel Paese.  A tale scopo si offrono generose le musiche del Quartetto Cetra, capaci di esternare i pensieri più reconditi dei vari protagonisti che non fanno fatica, così, ad entrare in alchimia con le molteplici sensibilità degli spettatori. Ed ecco, ad esempio, che i devotissimi ai rispettivi consorti dott. Sallanà (Sandro Rossino) e Sig.ra Saltarelli (Loredana Lo Pumo) cercano di venire a capo della loro “forzata” convivenza con improbabili e paradossali regole imposte, osservate e scandite a ritmo di “Le Signore”. In scena per un intero atto, in un serrato e brillante dialogo Rossino e Lo Pumo disegnano subito gli umori del classico uomo-medio italiano tutto d’un pezzo e fedele, certamente, ma “latino” al punto giusto da non saper rinunciare all’idea di conquistare la classica moglie nostrana, irreprensibile nei suoi doveri coniugali, ma sensibile quanto basta alle lusinghe di un uomo diverso dal marito, specie se ciò capita quando “che tormento! C’è una ruga proprio sotto il mento”. Vale la pena di sottolineare, poi, come  la “Donna” del Quartetto più famoso d’Italia riesca a creare una chimica perfetta sia con la stravaganza dell’impicciona zia Pina (Floriana Todaro) e sia col bigottismo bonario della Signora, “Signorina prego”, Polentini (Sonia Inveninato) che vive di luce riflessa del potente fratello Arciprete. Ma il successo della ricetta passa anche dalla capacità degli altri protagonisti di prestare il volto ai vari “tipi umani” di un’ “Italietta” che ha saputo diventare “Italia” - proprio negli anni del miracolo economico raccontati dalla citata commedia all’italiana - anche grazie: all’intraprendenza spregiudicata degli agenti immobiliari del calibro del Sig. Specchi ( Alessandro Todaro); alla “genuinità” stacanovista dei portieri tuttofare dell’indole di Gioacchino (Federico Fiorenza); alla semplicità burbera e cruda dei mariti dello stampo di Rocco Saltarelli (Rosario Lo Grasso); alla tenera gelosia delle mogli consacrate ai loro mariti, emigrati per lavoro, del livello di Silvia Sallanà ( Azzurra Drago).
Dopo aver amalgamato il tutto con un formidabile lavoro di squadra ed aver infornato l’impasto per tre atti, i “Biscotti alle Noci” della NCT Il Canovaccio non sono solo una buona messa in scena dell’opera più importante di Criscione, sono soprattutto un apologia della vera comicità; mai volgare o banale e capace di lasciare un piacevole retrogusto di riflessione scanzonata sulla realtà. Probabilmente a ciò si deve la prestigiosa selezione della NCT Il Canovaccio al Festival pugliese e forse è questa la strada che il teatro locale dovrebbe battere per arrivare a platee diverse. L‘ “aria del continente” è cambiata e forse i riconoscimenti ottenuti dal modo innovativo di fare teatro della NCT Il Canovaccio suggeriscono che le vecchie ricette servono a poco se non si è capaci di svecchiarle per adeguarle ai tempi.    

GABRIELLA BARBERA

venerdì 17 giugno 2011

Jean-Claude Richard de Saint-Non

Per la sua opposizione alla bolla Unigenitus fu esiliato a Poitiers.
Tra il 1759 ed il 1761 visitò l'Inghilterra e successivamente l'Italia, rimanendo particolarmente impressionato dal Sud Italia, soprattutto dalla Calabria e dalla Sicilia. Scrisse un'opera enciclopedica illustrata da lui stesso intitolata Voyage pittoresque ou Description des Royaumes de Naples et de Sicile, dove riporta resoconti ed impressioni da lui raccolte tra il 1781 ed il 1786. Questa sua opera è stata illustrata con disegni dei migliori artisti, in parte riprodotti proprio dallo stesso Saint-Non. Un suo ritratto, opera del suo amico Jean-Honoré Fragonard, è conservato al Museo del Louvre.

Leonforte

giovedì 9 giugno 2011

L'impronta di un docente «doc»

Antonio Gramsci
Gramsci citò Vaccalluzzo nei suoi «quaderni»

Nunzio Vaccalluzzo (Leonforte 1871- Catania 1937), ordinario di Italiano e Latino nel liceo classico N. Spedalieri (dove ebbe scolaro Vitaliano Brancati), libero docente fin dal 1921, fu uno studioso e critico di valore. Al momento di congedarsi dalla scuola poteva vantare un'intensa attività scolastica e letteraria: 40 anni di insegnamento tra liceale e universitario e 19 volumi pubblicati. In sintonia con la storiografia desanctisiana, Vaccalluzzo prediligeva gli scrittori di forte coscienza morale e civile. Per questo si era occupato, con studi e commenti pregevoli, di Dante, Petrarca, Galilei, Alfieri, Foscolo, Leopardi.
Conoscitore degli scrittori politici del nostro Risorgimento, Vaccalluzzo scrisse una esauriente biografia su Massimo D'Azeglio, nella quale era indagata non solo l'attività del letterato e dello scrittore ma anche quella dell'agitatore politico e dell'uomo di stato. Inoltre prestò attenzione alla cultura siciliana e curò un'antologia della poesia di Mario Rapisardi, al quale riserbò giudizi penetranti che incontrarono il plauso di Antonio Gramsci, che cita Vaccalluzzo nei "Quaderni del carcere".
Incline alla ricerca erudita accoppiata a una fine sensibilità ma estraneo al neostoricismo crociano e alle sirene della critica estetica, gli allievi del liceo Spedalieri e delle aule universitarie guardavano con bonaria indulgenza il loro professore che, rimanendo fedele al suo metodo di lavoro, appariva un sorpassato, salvo poi ricredersi di lì a poco, come Brancati: "Da trent'anni la più vera e profonda critica si fa senza tener conto dell'estetica crociana, anzi suggerendo continuamente una estetica completamente diversa" - 6 agosto 1931.
Francesco Guglielmino, professore di letteratura greca all'università di Catania, che ebbe Vaccalluzzo collega al liceo Spedalieri, così lo ricordò dopo la sua scomparsa avvenuta il 26 marzo 1937: "Come insegnante fu austero e rigido, giacché aveva un alto concetto del compito educativo della scuola […]. Come uomo fu un carattere sdegnoso di accomodamenti e di transazioni, di piaggerie ai potenti e doppiezze". Parole che lumeggiano la personalità di Vaccalluzzo e spiegano bene il perché della sua breve carriera universitaria che, impedendogli di dialogare con gli interessi culturali della collettività catanese, lo angustiò non poco. Carriera universitaria ostacolata dal fatto di non avere mai sconfessato la firma sottoscritta al manifesto degli intellettuali antifascisti, redatto da Benedetto Croce e pubblicato sul "Mondo" il 1° maggio 1925.
In una lettera del 20 giugno 1935 indirizzata al Ministro dell'Educazione Nazionale De Vecchi, Vaccalluzzo scrive: "Eccellenza, io non sono fascista. Peggio: quando era ancora possibile, io firmai un Manifesto - che poi seppi scritto da Croce - contro uno di Gentile. Abituato a rispettare la mia firma, non lo sconfessai mai, onde ho subìto da anni in silenzio alcune conseguenze, tra le quali la perdita della cattedra di Lett. Ital […]. Resasi vacante la cattedra di Lett. Ital. nella Università di Catania, per il trasferimento del Momigliano a Pisa, la tenni io quattro anni per incarico, finché, messa a concorso, la Commissione (V. Cian presidente) propose una terna di cui il primo era Calcaterra e il secondo io; ma, Ministro Fedele, per quella firma non fu dato il nulla osta; e la Commissione fece un verbale bianco, dicendo, per pudore, che non c'era stato accordo […]. Io scendo dalla cattedra a testa alta, dopo aver dato tutto alla scuola, nulla chiesto e nulla avuto. Scendo sereno, senza rancore per nessuno; senza tessera sul petto, ma con l'Italia sempre nel cuore."
 Refrattario ai compromessi che durante il fascismo videro artisti di successo, scrittori mediocri e di valore, professori universitari impegnati nel tentativo di riconciliarsi con gli imperativi del potere, Vaccalluzzo non piegò le esigenze della sua disciplina a quelle superiori della politica. Ciò sollecitò in lui la ricerca costante dell'autonomia del lavoro intellettuale, che creerà poi i presupposti per fare germogliare la pianta della reazione antifascista. In questo senso cade a proposito e suona legittimo il disappunto espresso da Corrado Brancati in una pagina del volume "Vitaliano mio fratello".
Qui l'autore, dopo avere affermato che negli ultimi tempi ha letto e riletto numerosi libri dedicati al fratello e sottolineato che questi frequentò a Catania le tre classi del liceo allo Spedalieri, scrive: "Quello che non mi so spiegare è come mai in nessuno dei citati libri si è parlato del professore d'italiano, che pure qualche influenza dovette avere su Vitaliano durante le tre classi del liceo. Professore di italiano fu Nunzio Vaccalluzzo […]. Io lo ricordo con affetto perché fu pure mio professore".

LORENZO CATANIA

  • Da La Sicilia  di Mercoledì 08 Giugno 2011  in OggiCultura, pagina 22


mercoledì 11 maggio 2011

Gli otto principi di Leonforte

On line il libro della Prof.ssa Giovanna Maria
E' possibile leggere il libro cliccando nell'immagine accanto a questo post. Si aprirà una schermata e con i cursori che si trovano in basso alla schermata stessa è possibile sfogliare e leggerlo. Buona lettura

venerdì 8 aprile 2011

Catasto Borbonico
Mappa di Leonforte
Fu scoperto casualmente  all’indomani del terremoto della Valle del Belice del 1968, entro una cassa riposta in un palazzo di Montevago, l’archivio di piante catastali borboniche dei territori e degli abitati di Sicilia era stato conservato dagli eredi del Marchese Vincenzo Mortillaro di Villarena, e da tempo dimenticato. Il fortuito ritrovamento ha fornito una vasta documentazione cartografica della Sicilia ottocentesca che si riteneva irrimediabilmente perduta.
L’acquisizione delle mappe da parte dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali ed Ambientali nel dicembre 1997 ne ha consentito lo studio come strumento di comprensione delle dinamiche del paesaggio, ai fini della pianificazione paesistica.
La mostra allestita nel giugno 2001 presso il Palazzo Chiaramonte Steri di Palermo, la pubblicazione del volume Le mappe del catasto Borbonico di Sicilia e l’archiviazione delle carte presso il Centro Regionale per l’inventario, la catalogazione e la documentazione grafica fotografica, aerofotografica, fotogrammetrica e audiovisiva dei beni culturali e ambientali sono alcune delle iniziative poste in atto dal Dipartimento dei Beni Culturali e Ambientali ed Educazione Permanente per dare la possibilità a studiosi di varie discipline di trarre dalla collezione "l’utile stragrande" auspicato dal Marchese Mortillaro.
Le mappe catastali ritrovate hanno datazioni tra il 1837 ed il 1853, secondo quanto emerge nei documenti cartografici, e sono state redatte sulla base dei dettami del Real Decreto per la Rettifica del Catasto Fondiario dell’8 agosto 1833 e delle modifiche apportate con un nuovo decreto il 17 dicembre 1838. Con tali disposizioni Ferdinando II di Borbone intendeva realizzare una distribuzione equa delle contribuzioni da parte dei cittadini “in questa parte de’ nostri reali dominii”.
L’operazione catastale era stata in realtà iniziata a partire dal 1810, anno in cui si decise di abbandonare il metodo della tassazione per “donativi” ponendo le basi per la redazione di un vero catasto. Ma a distanza di quarant’anni da quella data i lavori non erano ancora terminati. Per tale motivo nel 1850 venne affidato l’incarico di concludere il lungo iter burocratico della complessa opera al Marchese Vincenzo Mortillaro di Villarena, nominato Delegato speciale per la compilazione dei catasti di Sicilia. Questi dichiarò chiusi i lavori nel 1853 consegnando il materiale descrittivo al Grande Archivio, trattenendo le mappe che costituiscono oggi la raccolta. 


mercoledì 30 marzo 2011

Realizzazione delle "Cuddure" in occsione della Festa di San Giuseppe a Leonforte -  Foto Sigismondo Novello

martedì 15 marzo 2011

Mostra di pittura di Filippo Liardo


(Leonforte,30 Maggio 1834  - Asinères,Paris,19 Febbraio 1917) .
Suo padre si chaimava Salvatore e sua madre Pappalrdo Rosalia .

A Palermo fu allievo di Salvatore Lo Forte, a Napoli di Domenico Morelli
Iniziò gli studi a Palermo e, dopo la partecipazione all’impresa dei Mille, li completò a Napoli con D. Morelli. Frequentò la scuola di Resina. Grazie alle opere presenti in collezioni private, desumiamo dai titoli che esse erano prevalentemente paesaggi e scene di genere. Nel 1861 presentò all’Esposizione Nazionale di Firenze un Ritratto e uno Studio del Mugnone. In questi anni strinse rapporti d’amicizia con il gruppo dei Macchiaioli e in particolare con Telemaco Signorini che, nei suoi scritti, lo ha ricordato tra i frequentatori del Caffè Michelangelo. Alternava l’attività di pittore a quella di soldato, frequentando le imprese di Garibaldi. ( 1862, 1866, 1870 ).Nel ’65 compì un primo viaggio a Parigi e, probabilmente, anche a Londra. Dopo questa parentesi militare si recò di nuovo a Firenze dove rimase pochi mesi. Nel ’67 si trasferì a Parigi. Qui, fatta eccezione per alcuni viaggi in Italia, trascorse il resto della sua vita lavorando come incisore per "Le monde illustrèe" e "La vie moderne". Da un fare pittorico piuttosto impacciato degli esordi, durante il soggiorno fiorentino perviene a un’assimilazione del linguaggio macchiaiolo che poi, una volta giunto in Francia, coniugherà con il fare pittoricamente più libero della pittura impressionista. Morì vecchio e in miseria, sopra un giaciglio di paglia. Ricchissima la produzione di schizzi e disegni di soggetto garibaldino eseguiti dal vero, mentre i dipinti, di storia, di paesaggio e scene di vita cittadina, denunciano l’influenza dapprima macchiaiola e in seguito dell’ambiente artistico parigino di fine Ottocento. Subì l’influenza dell’Induno meno sentimentale, ma più gelido e nello stesso tempo più intenso per sensibilità cromatica; rappresentò vicende militari della guerra di Indipendenza. Nella Galleria d’Arte Moderna di Palermo, si ammirano di lui il grande dipinto La sepoltura garibaldina, composizione patetica, quasi tragica, disegnata con forza e delicatezza di particolari, e il Ritratto del padre, incisivo e ben costruito. E’ un artista molto raro sul mercato antiquario.

venerdì 11 marzo 2011

Comunicato stampa


SCUOLA PUBBLICA
BENE DI TUTTI

Il Consiglio d’Istituto della Scuola Media Dante Alighieri di Leonforte, nella seduta del 7 Marzo 2011, considerato il particolare momento in cui il mondo della scuola viene da più parti messo in discussione con interventi che ne rendono sempre più difficoltosa l’azione, ha inteso esprimere il proprio sostegno a favore del ruolo universalmente riconosciuto alla scuola pubblica.
È di unanime e ferma convinzione dei componenti il Consiglio d’Istituto che la scuola pubblica è l’unica in grado di  formare liberi cittadini, non sudditi, in grado di favorire in ogni ragazzo/a la formazione e lo sviluppo di quella capacità critica fondamentale per interpretare ciò che accade nel mondo complesso nel quale essi vivono.
La scuola statale, la scuola pubblica e’ la scuola di tutti.
Nonostante le crescenti difficoltà in cui il settore scolastico si trova ad operare, l’istruzione viene garantita da insegnanti che, pur con retribuzioni tra le più basse in Europa, compiono il loro dovere con grande abnegazione, tra enormi difficoltà ed in condizioni lavorative spesso precarie.
Ad aggravare tale quadro contribuiscono i continui tagli di risorse al settore della conoscenza i quali contribuiscono ad incrementare ulteriormente il processo di impoverimento graduale e complessivo del nostro Paese, proprio in un momento storico in cui l’Italia ha bisogno di intelligenze per la crescita e lo sviluppo.
In relazione a quanto sopra descritto, al fine di rafforzare negli alunni la piena consapevolezza del valore Costituzionalmente riconosciuto della Scuola, il Consiglio d’Istituto, all’unanimità, ha deliberato di proporre ai docenti che
NELLA GIORNATA DEL 12 MARZO 2011 VENGANO LETTI E COMMENTATI AGLI ALUNNI GLI ARTT. 33 E 34 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA RIGUARDANTI LA SCUOLA.