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ADNKRONOS
giovedì 28 agosto 2008
mercoledì 20 agosto 2008
Eredità immateriali dei centri ennesi
Nicosia condivide l’idioma gallo-italico (o gallo-romanzo) con Piazza Armerina e con una decina di altri centri delle province di Messina, Catania, Siracusa e Enna, tra cui Aidone, San Fratello, Sperlinga, Acquedolci e Novara di Sicilia: la cosiddetta “Lombardia siciliana”. Questa peculiare lingua che in realtà non è lombarda, ma ligure piemontese, deriva da una forte mescolanza etnica tra la popolazione locale e i popoli settentrionali arrivati al seguito dei normanni nell’XI e XII secolo. Essa presenta delle caratteristiche un po’ diverse in ciascuno di questi centri ed è stata spesso oggetto di discriminazione perché considerata espressione di inferiore ceto sociale.
Il gallo-italico è documentato anche in alcuni paesi calabresi e lucani; in quest’ultima regione ha ottenuto status di lingua minoritaria, così come è avvenuto per l’albanese di Sicilia. A Piazza Armerina, dove il gallo-italico viene chiamato “ciaccès ‘ncaucà”, esistono tuttora peti in vernacolari, tra i quali il più noto è Nino Testa. Istintivo e satirico, i cui versi, non ancora pubblicati vengono frequentemente declamati pubblicamente.
In Sicilia questa lingua di origine padane costituì un cuscinetto divisorio, una specie di barriera linguistica, fra il “palermitano” e l’idioma “siculo-orientale”. Queste zone sono certamente una enclave di grande interesse per gli studiosi di linguistica; a Remigio Roccella , che nel 1872 pubblicò il suo primo libro di poesia piazzese, si deve il capostipite dei vocabolari gallo-italici con elementi grammatica e fonetica, che da quel momento in poi divenne un punto di riferimento per ogni studioso. Salvatore Trovato, originario di Nicosia, ha curato la trascrizione ortografica del nicosiano, e dal 1987 ha attivato il progetto gallo-italico presso l’Università di Catania, dove è ordinario di Filologia moderna.
Quattro convegni sul gallo-italico, con relativa pubblicazione di Sigismondo Castrogiovanni, 74 anni, che fu maestro elementare a Nicosia per quattro decenni, si era accorto che questa lingua stava scomparendo e adoperò a salvarne i fondamenti, basandosi principalmente su materiale trascritto dalla testimonianza orale della propria madre.
Le favole sono esemplificazione di rituali iniziatici, e hanno sempre un valore didattico, come osserva nella sua introduzione Claudio Paterna, dirigente del servizio Beni storici-artistici e antropologici della Regione. Il protagonista è spesso vittima di una ingiustizia, deve nascondersi sotto mentite spoglie e superare e superare, con l’aiuto di oggetti magici, durissime prove prima che sia rivelata la sua vera identità. Ci sono racconti di fede ingenua dove, su un fiabesco sfondo religioso, monaci di grande creduloneria si lasciano facilmente abbindolare, e ci sono racconti di animali che con il loro perfetto antropomorfismo si inseriscono nella più pura tradizione favolistica esoplana. Dietro ogni vicenda si intuisce un mondo contadino di estrema miseria in cui non si è perso però il gusto dell’ironia, come nella storia di “Maestro Imbroglia Popolo”, disposto a stendersi sul cataletto e a intimare ai suoi otto figli di piangerlo per morto pur di sfuggire ai suoi creditori. È un mondo dominato dal fatalismo e dalla sempiterna dea che tutto sembra governa, la Sors fortuna, e nel quale il sovrannaturale è costantemente imbevuto di sincretismo: così è accaduto che la “Bella dei sette veli”, protagonista di una delle favole raccolte da Castrogiovanni, sia anche una delle denominazioni della Madonna di Trapani, il cui culto a sua volta era stato assimilato a quello della Venere ericina.Correda l’opera un’interessante documentazione fotografica. Il primo volume contiene le etnofotografie che il dialettologo tedesco Gherard Rholfs, durante i rilevamenti da egli eseguiti per l’Atlante linguistico Italo-Svizzero, scattò nel 1924 per documentare la vita della gente che abitava nelle grotte a Sperlinga (definiti gli ultimi trogloditi nella stampa del tempo). Le favole del secondo volume sono illustrate da numerose cartoline d’epoca di Nicosia. Concludono il secondo volume le foto scattate dall’amministrazione locale fra il ’22 e il ’26 per far vedere al governo di Roma le condizioni di miseria nelle quali viveva a quel tempo la gente di Sicilia. È prevista la pubblicazione di altri volumi di racconti, che raccoglieranno non solo favole ma anche la descrizione.
martedì 19 agosto 2008
Il video dei studenti di Enna negli schermi degli autogrill di tutta Italia
IL BATTIMENTO DI AIDONE COME BENE IMMATERIALE
di Claudio Paterna
Anche Aidone si propone per l’inserimento nel “Registro delle eredità immateriali”, lista d’eccellenza istituita nel 2005 dall’assessorato regionale Beni Culturali per avviare alla tutela e valorizzazione le tradizioni culturali locali di cui rimangono soprattutto le espressioni orali e rituali. La proposta, riguardante la millenaria festa di San Lorenzo e la cerimonia di vigilia chiamata “il battimento”, è stata avanzata alla Soprintendenza di Enna che ha già provveduto a inviare la proposta all’assessorato nell’ambito dello specifico “Libro delle celebrazioni”.
Se c’è infatti chi crede che la vigilia di San Lorenzo sia presagio di grandi eventi nel calendario magico-rituale, per gli aidonesi è lo scenario metastorico diun combattimento in abiti medievali tra cristiani e saraceni: le due “fazioni” si danno appuntamento sotto il castello di Adelasia di Monferrato e iniziano un singolare torneo d’arme, il “Battment”, nell’idioma gallo-italico parlato ad Aidone. L’evento vuole rievocare lo scontro tra normanni e arabi durante la turbolenta fase di riconquista cristiana dell’Isola nell’XI secolo. La singolarità della cerimonia, oltre la coincidenza del Santo, ha il significato di “pacificazione”, significato esplicito che volle dargli qualche anno dopo il fatto d’arme, Guglielmo il Normanno, anziché rievocare il trionfo del nonno Ruggero I sui “pagani”, nella località detta Passo dei Giudei.
A differenza delle celebrazioni guerresche di Scicli, Casteltermini, Chiaramente Gulfi e Noto, la rievocazione promossa dal normanno (cui la storiografia ufficiale appioppò il soprannome di “Malo” per le sue non dissimulate simpatie per la minoranza musulmana), volle celebrare con torneo, tra nobili cavalieri, la pacificazione tra i cristiani di provenienza “lombardo-padana” e i musulmani già abitatori di quei luoghi, oggetto di persecuzioni da parte dei nuovi arrivati. Oggi la rievocazione termina con la stipula di un trattato di pace dopo un simbolico combattimento con bastoni intagliati e spade simulate, espressione di una tradizione dell’intaglio cui andavano fieri i pastori del luogo.
Nel corso del tempo il torneo si arricchì di particolari suggestivi quali il tributo alla contessa Adelasia, ultima moglie di Ruggero I (oggi si svolge un concorso tra le più belle ragazze aidonesi per il titolo), il corteo storico dei cavalieri, la devozione alla Madonna delle Grazie, patrona delle messi e dei buoni raccolto, la coreografia di archi posti ad ogni crocevia, i teatrini con le storie dei paladini allestiti nelle piazze, la fiera agricola, le processioni religiose, i giocolieri, i mangiafuoco…
Non sappiamo quali pause abbia subito la tradizione anche se la rievocazione storica pare, si svolgesse ogni dieci anni, fino al 1890, anno in cui è documentata l’ultima rappresentazione in coincidenza con la festività della Madonna delle Grazie. Tuttavia è lo stesso Pitré ad ammettere che per la ricorrenza del santo patrono del fuoco, San Lorenzo, il martire fustigato sulla graticola, si svolgessero cerimonie in onore della protettrice del raccolto (circostanza confermata nel Dizionario dei Comuni siciliani del 1905).
La coincidenza degli eventi vuole tuttavia che nella vicina ValguarneraCaropepe che si è proposto per analogo inserimento nel Rei, (insieme a Enna e Barrafranca), nel giorno più corto dell’anno, il 13 dicembre, la festa di Santa Lucia, si svolga un tributo al fuoco con torce e falò come durante il “battment” in onore di San Lorenzo, quest’ultimo raffigurazione religiosa posteriore di Plutone/Hades secondo gli studiosi del sincretismo religioso. Come del resto parrebbe la Madonna delle Grazie una riproposizione del mito di Demetra.
Parliamo della festa di Aidone anche per la coincidenza con il più noto Palio dei Normanni di Piazza Armerina che si svolge il 15 agosto in occasione della ricorrenza della Madonna delle Vittorie. La rievocazione di Piazza Armerina è inserita in tutti programmi turistici della Regione, e il Palio è stato pure inserito tra le celebrazioni più importanti della Sicilia nel Registro <<>>.
Di Grazia si batte da anni per il riconoscimento del Battimento tra le grandi rievocazioni storiche. A lui e ad altri appassionati, si deve il ripristino della cerimonia storica nel 2005. In occasione del millenario della battaglia di Hasting in Inghilterra (1066) è stata richiesta dagli organizzatori della rievocazione una rappresentanza in armature dei “Normanni di Sicilia”, presenza documentata storicamente da truppe di Ruggero poste agli ordini di Guglielmo il conquistatore. Anche Aidone, in questo caso, come Piazza Armerina, Nicosia, Troina, Cerami, Nissoria nella sola provincia di Enna, ha da raccontare la imprese dei guerrieri normanni nell’Isola.
Ma non solo di imprese guerresche si tratta: i Normanni e i Lombardi (Paladini delle province di Piacenza e Vercelli), al loro seguito, hanno saldato legami antichi tra genti diverse, come le comunità greco-bizantine, arabe, berbere ed ebraiche sparse nel territorio di questa Sicilia centrale, al limite dei monti Erei, tra l’Est e l’Ovest, l’unica parte dell’Isola – come spiega Denis Mack Smith – che restò fedele alle proprie tradizioni religiose malgrado le numerose invasioni.Aidone oggi è un centro turistico di richiamo per la presenza degli scavi di Morgantina, della vicina villa romana del Casale, ma anche per la sua posizione alto-collinare, “balcone della Sicilia”. Da anni si attende la realizzazione del Parco archeologico, risorsa indifferibile del territorio che fa un tutt’uno con le riserve naturali, e pare che sia la volta buona col ritorno annunciato della “Venere” trafugata, ora al Paul Getty Museum di Malibù.
Già pubblicato su “La Repubblica” il 14 agosto 2008
giovedì 24 luglio 2008
Blog
martedì 22 luglio 2008
Associazione ex-tavachini
I pioneri, la Furia e la Tavaca
di Enzo Barbera
Nni cridiemmu patruna
di lu munnu
mangiammu pani e palluni
tutti i jiorna,
a lu campu sportivu
dda a la Turretta, fori paisi,
nni sientimmu ranni
e nunn'aviemmu varba
nni siemtimmu ricchi
nni sientiemmu angili
e nunn'aviemmu ali.
Ppi la partita
nni caliammu 'a scola,
si vinciemmu
arridiemmu
arridiemmu senza attigghiu
si pirdiemmu
nun di durmiemmu ' a notti.
Duoppu cirsciemmu, la vita
ci fu a ccu detti a a ccu livà,
ma quannu parramu di palluni
simu tutti i stissi
e nni scurdamu
cca passà a cchiù bedda età.
Il 13 agosto 2008 presso la sala conferenze del Circolo di Compagnia di Leonforte verrà presentato il libro di Enzo Barbera “Il calcio come favola – I pioneri, la Furia e la Tavaca”.
Scrive l'autore nella sua presentazione: “Il lettore, in questo libro non leggerà la storia del calcio leonfortese, trattarla non è stato nelle mie intenzioni, anche se è doveroso riconoscere che la Leonfortese, quest'anno ha celebrato il suo 40° anniversario, ha sempre tenuto alto di Leonforte calcistica e la Branciforti, della quale ho condiviso e ammirato la genuità dei primitempi, è stata un punto di riferimento educativo per tanti giovani leonfortesi.
Grazie a questo libro ho potuto pubblicare, altresì, il secondo e l'ultimo capitolo della storia dell' associazione Sportiva Tavaca, esaudendo con ciò un desiderio mio e di tanti tavachini: quello di fissare nel tempo nomi, figure e pensieri di una pagina di storia leonfortese che appartiene alla nostra vita di cui siamo molto orgogliosi.”
Attraverso le tante fotografie è possibile apprezzare uno spaccato dello sport leonfortese. Tanti rivedendosi in queste immagini ritorneranno indietro nel tempo e magari con un po di emozione, in particolar modo per coloro i quali non abitano più a Leonforte, sarà un buon motivo per ritornare indietro nel tempo.
La presentazione del libro avrà lo scopo anche di far riunire tanti tavachini per costituire una associazione di ex.
domenica 22 giugno 2008
Primo Concorso Fotografico

"Narcisismo mattutino" foto arrivata terza nel concorso "Tema libero""CONFLITTI ONNIPOTENTI: ANTENNINA PROTETTRICE"
E' la foto arrivata prima nel concorso tema: "Leonforte: città invisibile"
giovedì 12 giugno 2008
Replica
Lo spettacolo è stato prodotto e scritto dalla Nuova Compagnia Teatrale il Canovaccio Leonforte in occasione delle Celebrazioni in onore di Maria SS. Annunziata.
Si tratta di una rappresentazione teatrale, non sacra, che prende spunto dal tema dell’annunciazione a Maria.
Uno spettacolo irreale, strutturato sulla tecnica del flash-back, attraverso il quale una Maria matura ripercorre alcuni momenti salienti della propria vita, con particolare riferimento a tutti i “Si” che la stessa rivolge al Signore.
Alla base dei testi, un’umanizzazione di tutti i personaggi, da Giuseppe a Gioacchino, da Anna ad Elisabetta, da Maria agli uomini e le donne del villaggio, con l’obiettivo di riscoprire la fede, attraverso il teatro, quale componente fondamentale della vita dell’uomo.
La location vuole rivalutare i caratteristici luoghi di culto dell'entro terra siciliano, utilizzando come scenografia di uno spettacolo per coro, danza e teatro, il prospetto principale e la scalinata antistante i palazzi storici o i sagrati delle Chiese.
Valorizzando così questo patrimonio artistico culturale, mediante una trasformazione dello stesso in un vero e proprio anfiteatro sotto le stelle, l’intento è anche quello di promuovere le piazze antistanti, quale salotti di cultura, confronto e promozione delle risorse artistiche locali. Lo spettacolo unisce il teatro sperimentale, la tragedia greca, la musica sacra e il folk poetico di F. De Andrè.
Cast:
Rosario Lo Grasso, Angela Pellegrino, Simona Vicino, Federico Fiorenza, MariaGrazia La Legname, Alessandro Licata, Sonia Inveninato, Alessandro Todaro, Loredana Lo Pumo, Marta Mangione, Floriana Todaro, Evelis Cangeri, Azzurra Drago.


