ADNKRONOS

venerdì 9 ottobre 2009

Tutti gli uomini della sinistra italiana secondo l'On. Berlusconi

IL Presidente della Repubblica - Sen. Giorgio Napolitano;
Il Presidente della Camera - On. Gianfranco Fini;
L'On. Bossi in fondo in fondo è di sinistra, ma per il bene dell'Italia ha fondato La Lega;
Tutti gli ex Presidenti della Repubblica;
Tutti i giudici della Corte Costituzionale, in particolar modo dopo la senteza di illegitimità della legge chiamata comunemente "Lodo Alfano";
Tutti i giornalisti italiani tranne quelli del "IL GIORNALE". Il suo direttore scrive in tutta autonomia tranne qualche volta: l'editore si permette di dare qualche piccolo suggerimento;


I giudici dei tribunali e le procure che indagano sul Premier Massimo eletto dal Popolo Italiano;


Gli arbitri italiani di calcio; in modo particolare quando perde il Milan.


La Sig.ra Patrizia Daddario, però dopo avere rilasciato le dichiarazioni sul Premier Massimo eletto dal Popolo Italiano;


Tutti coloro i quali, naturalmente, non condividono le opininoni del Premier Massimo eletto dal Popolo Italiano;












mercoledì 30 settembre 2009

giovedì 10 settembre 2009

Firma per la libertà di stampa

La libertà di stampa nella Repubblica Italiana è stata progressivamente ripristinata dopo la caduta del regime fascista di Benito Mussolini, il 25 luglio 1943, anche se per tutta la durata della seconda guerra mondiale e nell'immediato dopoguerra venne sottoposta a vari limiti e condizioni, in parte derivate dalla legislazione che regolava la libertà di stampa nel Regno d'Italia. La libertà di stampa non esisteva, se non nei limiti di un ridotto frondismo fascista, nelle zone sottoposte al governo della Repubblica sociale italiana.
Per non ritornare indietro lottiamo affichè ci sia veramente "LIBERTA' DI STAMPA".
L'attacco ai giornali in modo particolare a "Repubblica", di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l'ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di addormentare l'opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un'eccezione della democrazia. Se le si considera "retoriche", perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c'è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere.
Firmiamo l'appello di Franco Cordero,Stefano Rodotà,Gustavo Zagrebelsky su
Repubblica.