ADNKRONOS

lunedì 12 maggio 2008

Primarie a Leonforte nel Partito Democratico


Ieri 11 maggio si sono svolte le primarie a Leonforte per la candidatura a sindaco. A prevalere è stato Pino Bonanno che ha ottenuto 1827 voti il 64,33% , mentre Piero Livolsi ha ottenuto 927 voti il 34,23% . E' da notare il notevole flusso di elettori che si è recato ad esprimere la propria intenzione di voto. Ancora una volta quando la gente comune è chiamata ad esprimersi per la democrazia lo fa ben volentieri.

domenica 4 maggio 2008

81 Adunata Alpini

Il 10 e 11 maggio a Bassano del Grappa (VI) si terrà per l'81 volta l'Adunata Nazionale degli Alpini in congedo. Sulle pagine web dell'Ana è possibile documentarsi su tutto ciò che serve per partecipare all'adunata. Nei giorni che precederanno l'adunata vera e propria è possibile, inoltre, assistere ad manifestazioni culturali, concerti dei cori alpini sia di cori in arme e sia di cori di alpini congedati e, anche assistere ai concerti delle fanfare. Inizia con domani 5 maggio una grande kermesse che riesce far spostare da tutta Italia e dall'Estero più di 10.000 mila persone. Sul sito del comune di Bassano del Grappa ci sono ulteriori notizie sull'Adunata. Sarà possibile gustare e vedere l'Adunata in diretta televisiva su Sky canale 907 a partire dalle ore 8,30 di domenica 11 maggio.
VIVA GLI ALPINI!


lunedì 14 aprile 2008

Bruno Commodari

Prima del 18 giugno 2001, giorno della sua prematura scomparsa, non sapevo nemmeno dell’esistenza di Bruno Commodari. Dopo, grazie agli articoli che sono stati pubblicati sul quotidiano “La Sicilia”, in cui si leggeva che era nato nel nostro paese,mi sono interessato a questa persona e ho cercato testimonianze da chi lo conosceva. Alla fine mi sono fatto l’idea che costui fu un uomo generoso, uno studioso di vaglia e un manager efficiente, tutte qualità che mise a disposizione dei malati di mente affinché essi raggiungessero degli standard di normalità.Bruno Commodari di Giovanni e di Elena Clara Ardizzone, nacque a Leonforte il 18 luglio 1943, in piena guerra e pochi giorni dopo la nascita, avvenuta in una casa di via Porta Palermo (con l’assistenza della zia, la mitica levatrice ‘nZina), visse inconsapevolmente i disagi dei bombardamenti, essendosi la madre rifugiata, insieme ai suoi parenti, in una grotta di contrada Faccialavata.Finita la guerra e ritornato il padre dal fronte, i Commodari rientrarono a Catania città di origine del capofamiglia. Il piccolo Bruno passò la sua infanzia nella città etnea e vi crebbe nella serenità familiare studiando e praticando lo sport che più amava, il calcio.Fu un bravissimo calciatore, come d'altronde lo era stato il padre che aveva militato in categorie superiori. A Catania frequentò le scuole con eccellente profitto fino a laurearsi, nel 1968, nella facoltà di Medicina col massimo dei voti e la lode. Un anno dopo si sposò con Angela Furnari e da questo matrimonio nacquero tre figli : Elena, Irene e Giovanni formando una famiglia splendida, amorevole, unitissima. Nel 1971 conseguì la specializzazione in malattie nervose e mentali presso l’Università di Modena e in seguito, nel 1976, quella di Neuropsichiatria infantile all’Università di Messina. Fu Aiuto presso l’Ospedale psichiatrico di Palermo dal 1973 al 1975, è poi passò all’Ospedale neuropsichiatrico di Siracusa dove svolse le funzioni di primario. A seguito dell’entrata in vigore della Legge 180, diresse il Servizio territoriale di tutela dalla salute mentale di Lentini, nel 1988 ricoprì il posto di primario coordinatore dello stesso servizio, nella Usl 34 di Catania.In seguito ricoprì la carica di caposervizio medicina di base e la funzione di responsabile del settore salute mentale e tossicodipendenze della provincia di Catania.Bruno Commodari, convinto che la psichiatria non fosse solo medicina, ma anche un sapere che per potersi esprimere necessita di modelli, di servizi, di organizzazione, di integrazione professionale ad altissimi livelli, si impegnò anche in attività associative a favore della Società Italiana di Psichiatria dove per tanti anni fu prezioso componente del consiglio direttivo fino ad esserne eletto segretario nazionale. Nel 1998, per dare più forza alle sue convinzioni, fondò la Società Italiana di Psichiatria Residenziale e fino alla sua morte ne fu il presidente. Notevole fu anche la sua attività di studioso e di ricercatore, effettuò numerosi studi sull’epidemiologia ed il decorso di patologie psichiatriche nell’età evolutiva, nell’adulto e nell’anziano. Tutto il suo impegno in campo clinico ed epidemiologico è riscontrabile nelle sue numerose (95) pubblicazioni. Il principio ispiratore di questo suo impegno incessante è sempre stato quello di cancellare il pregiudizio nei riguardi del malato mentale che sta alla base del tremendo marchio che rappresenta un oltraggio allo spirito di umanità e di solidarietà civile.Il suo grande impegno fu la residenzialità contrapposta al manicomio che è stata rilanciata dalla legge 180/78. Solo di recente, e solo ora che i manicomi sono stati chiusi veramente, la residenzialità ha conquistato uno spazio più significativo e la dignità di risorsa terapeutica, grazie anche al modo nuovo di porsi dello psichiatra che ha raccolto la sfida e, rifiutando la funzione di custode illuminato, ha assunto un ruolo di propulsione innovativa anche nei confronti della psichiatria territoriale. Forte di queste sue convinzioni il prof. Commodari fu uno dei promotori del case management , cioè di una figura responsabile del complesso delle attività mediche, sociali e amministrative richieste dal paziente. Ruolo assunto da figure assistenziali diverse a seconda della complessità del paziente, ed è accompagnato da un gruppo multidisciplinare di professionisti che intervengono al momento più opportuno, applicando il metodo di lavoro di team con compiti e responsabilità assegnate come nella gestione di un progetto.Al suo paese di nascita veniva raramente, anche se vi abitava la sua amata zia e aveva tanta nostalgia per quei “ferragosto” che vi passò da bambino. Ma quando vi veniva chiamato per qualche consulto medico, si ritagliava un po’ di tempo e giungeva a Leonforte un po’ per dovere professionale e un po’ rivedere quel luogo in cui vide la luce e del quale per la prima volta respirò l’aria della vita.Quando seppe dell’infausto male che l’aveva colpito, non si arrese e cercò di affrontarlo con fierezza e coraggio perché era convinto che le battaglie seppur impossibili vanno sempre combattute. Purtroppo ne uscì sconfitto è fu una grande perdita non solo per la sua famiglia e i suoi cari, ma anche per la psichiatria italiana.Lasciò di sé il ricordo di una persona energica, attiva, infaticabile, carismatica. Di un professionista con straordinarie competenze gestionali e con la non comune dote di rendere semplici le imprese più complesse, di rendere l’umanità pane quotidiano del suo lavoro e del suo impegno.
Enzo Barbera

venerdì 11 aprile 2008

Elezioni 2008

Sul portale di Repubblica.it lo speciale ELEZIONI 13/14 APRILE 2008 è possibile in qualsiasi momento dalla chiusura dei seggi elettorali poter sapere l'andamento del voto.

martedì 8 aprile 2008

giovedì 3 aprile 2008

4 aprile 1968


Martin Luther king Jr. nacqua il giorno in cui fu assassinato. Il 4 aprile 1968. Alle ore 18,01 sul balcone di un motel di Mephis, quando un solo proiettile da caccia al cervo sparato da un edificio di fronte penetrò nella sua testa. Aveva appena 39 anni. Il giovane trascinatore di folle fu ucciso barbaramente da un galeotto evaso di prigione mentre in quella città del sud degli Stati Uniti di America era in corso lo sciopero di circa 1300 netturbini che rivendicavano uno aumneto di stipendio da un dollaro e trentacinque a due dollari. Migliori condizioni sanitari come docce per lavarsi e guanti per poter maneggiare meglio l'immondizia evitando quindi infezioni varie. Dopo la morte di due operatori il sindaco di Mephis, Loeb dichiarò che "non aveva nessuna intenzione di fare accordi con un sindacato di negri". Il sinda Loeb al momento dell'uccisione di Martin Luther King si trovava al cinema seduto comodamente a gustarsi la visione del film "Via col vento". Avvisato da un funzionario del municipio di Mephis del misfatto continuò tranquillamente la visione del film.
Martin Luther King diceva:
I have dream
Io ho un sogno:
che un giorno,
sulle rosse colline
della Georgia,
i discendenti
degli schiavi
e i discendenti
dei proprietari degli schiavi
riusciranno a sedere
insieme alla tavola
della fratellanza [...]
Io ho un sogno:
che i miei quattro
bambini
vivranno un giorno
in una nazione
in cui non saranno
giudicati per il colore
della pelle
ma per il loro carattere.

giovedì 27 marzo 2008

Green computing

E' l'arte di coniugare lo sviluppo del personal computer con il risparmio energetico, ma soprattutto di salvaguardare l'ambiente. Sicuramente è un'arte difficile considerando l'evoluzione che il mondo dei computer tende a sfornare macchine sempre più sofosticate e veloci. A proposito di questo alcuni colossi del settore sono scesi in campo. Intel , Ibm , Google, Panasonic, Yahoo, Hevlett Packard e Dell sono tutti decisi a ridurre in maniera drastica i costi e gli sprechi e, in mdo particolare l'inquinamento causato dalla produzione della tecnologia in generale e in particolare dai computer. Nel 1994 la Fujitsu Siemens, u fra i primi ad interessarsi a problema. Adesso dopo 14 anni sono usciti i primi risultati della ricerca: monitor che consumano poca energia elettrica e computer che sono forniti di alimentatori più intelligenti. pare assodato che la qualità degli alimentatori sia la causa di maggior consumo. Questi accorgimenti per il singolo consumatore vaglono un risparmio di poche decine di euro, però potrebbero diventare di più se oltre all'acquisto dei "green computer" si diffondesse pure l'abitudine di spegnere quando non si usa. Quindi spegnendo tutti gli apparecchi tecnologici che ognuno di noi ha a casa si potrebbe risparmaire la bellezza 60 watt al giorno. Sicuramente su scala nazionale o mondiale il calo dei consumi di energia diventerebbe allora molto sensibile.

domenica 23 marzo 2008

Emilio Speciale

Conosco Emilio Speciale da quando è nato, ho udito i suoi primi strilli alla vita quel caldo pomeriggio del 18 settembre del 1954 , abitavamo, infatti, nello stesso povero stabile di via Capra 107 proprio sopra la chiesetta del S.S. Salvatore, di fronte al
“ giardino dei mughetti” dove oggi sorge il liceo Classico di Leonforte.
Ho visto i suoi primi incerti passi, poi il suo gioioso scorazzare per le vigne del “cavaliere ”, eden verde della sua fanciullezza. Quindi, scolaro, l’ ho visto leggere i fumetti di Tex Willer ( li legge ancora e li colleziona con passione) , poi , per le vicende che la vita ci impone, l’ ho perso di vista, anche se di tanto in tanto mi giungevano gli echi dei suoi successi scolastici , discreta cassa di risonanza era suo padre Carlo, mancato a questa vita di recente lasciando grande rimpianto per la sua signorilità. Erano notizie che apprendevo con piacere perché quello spilungone dalla folta chioma con gli occhiali a goccia affumicati mi era simpatico e già per lui, nei miei frequenti voli di fantasia, prefiguravo un futuro di “rinisciutu”.
Al liceo Classico “Vaccalluzzo” , dai suoi insegnanti, era stimato quale allievo modello per il suo spiccato senso critico, per i suoi giudizi taglienti, per le sue considerazioni sempre illuminanti.
Tutt’oggi Emilio Speciale è considerato uno dei suoi allievi migliori , citato ad esempio tra coloro che danno lustro alla scuola nel mondo. Sull’Almanacco pubblicato in occasione del cinquantesimo anniversario del Liceo, su di lui la professoressa Piera Lo Iacono, fra l’altro, scrive con ironia “…il selenico Emilio Speciale che mi dedicò struggenti, romanticissimi versi d’amore..” ricordandolo con simpatia dopo più di trent’ anni.
In questa scuola, vera fucina di intelligenze, maturò il suo amore per gli studi e per il teatro, notevole fu il suo impegno quale aiuto-regista nelle commedie che il prof. Giuseppe Nigrelli curava con problematico entusiasmo nei saggi scolastici di fine anno.
Conseguito il Diploma maturità classica (1973), per proseguire gli studi scelse di iscriversi al DAMS ( discipline delle arti, della musica e dello spettacolo) di Bologna, la scelta di questo tipo di studi nasce dall’esigenza di conoscere discipline poco tradizionali con codici espressivi nuovi liberati da quelle incrostazioni culturali che difficilmente fanno valicare i confini dell’ovvio e dello stantio.
I cinque anni di frequenza del DAMS per Emilio sono alquanto formativi, anche grazie agli insegnamenti del suo maestro Umberto Eco, direttore del Dipartimento di Scienze della Comunicazione.
A Bologna ha anche l’opportunità di frequentare ricchissime biblioteche e librerie, arricchisce ancor più le sue conoscenze e incrementa l’amore per i libri. A Bologna, sua città d’elezione, vive bene, intreccia molte amicizie importanti, crea l’humus vitale per la sua crescita di studioso.
Durante il periodo universitario lavora il qualità di Tutor e assistente all’insegnamento nel Dipartimento di Scienze della Comunicazione.
Si laureò col massimo dei voti nel 1979 discutendo la tesi ”La teoria della metafora in E. Tesauro” con Umberto Eco il quale da questa esperienza colse l’occasione di scrivere il celebrato saggio “Come si scrive una tesi di laurea”.
Dopo la laurea parte in quinta ( anche se non ha la patente di guida) alla ricerca di un lavoro confacente al suo percorso scolastico, anche se il suo desiderio più grande è quello di continuare i suoi studi negli Stati Uniti d’ America per intraprendere la carriera universitaria ai massimi livelli.
In attesa di qualche risposta positiva alle varie domande, insieme ad altri inoccupati laureati costituisce una cooperativa di ricerca nel campo delle telecomunicazioni, ma l’iniziativa non ebbe buon fine.
Nel 1981 gli viene assegnata una borsa di studio presso l’Yale University di New Haven nel dipartimento di Italiano diretto dal prof. Paolo Valesio. Qui intraprende studi impegnativi su Autori poco conosciuti come Stefano Guazzo, approfondisce i suoi studi con l’ausilio della biblioteca Sterling di Yale, una biblioteca a misura d’uomo con ottomila volumi.
A New Haven fa anche esperienza d’insegnante d’Italiano e fa le prime esperienze per l’uso del computer in letteratura, in seguito ne trarrà uno studio importantissimo in cui dimostra l’utilità e quasi la necessità di tale ausilio negli studi letterari, a tal proposito da qualche anno ha creato una rete telematica, dove si costituiscono dei gruppi di discussione elettronica in lingua , cultura e letteratura italiana.
Alla Yale University consegue il PhD con una tesi di apprendimento su Stefano Guazzo con il prof. Paolo Valesio (1988).
Nei cinque anni che studia presso il Dipartimento d’Italiano di Yale conosce e collabora con maestri come Paolo Valesio e Giuseppe Mazzotta che hanno avuto una grande influenza sulla sua metodologia di studio e di ricerca.
Nel 1985 ( pur continuando a lavorare sulla tesi per conseguire il PhD.) si trasferisce all’Università di Chicago in qualità di assistente professore di lettere italiane che gli dà la possibilità di tenere corsi e seminari su Giacomo Leopardi, su Giovanni Pascoli, su Ugo Foscolo, sull’Illuminismo, sulla letteratura Barocca, ecc.
All’Università di Chicago conosce il prof. Paolo Cherchi, la professoressa Rebecca West e la professoressa Elissa Weaver che lo incoraggiano con la loro grande cultura e dottrina ad approfondire i suoi studi su Leopardi e sul Barocco letterario.
Nel 1993 si trasferisce presso l’Eidegenossiche Techische Hochschule,Zurigo in qualità di Ricercatore di letteratura italiana , dove si immerge sull’estetica e poesia di Giacomo Leopardi, studi e ricerche che porta avanti a Roma e a Detroit.
Notevoli e molti sono gli studi che ha portato avanti Emilio Speciale, e tante sono le iniziative culturali che contraddistinguono il suo percorso culturale, è il titolare di una Casa editrice (la Insula), è il redattore di una Rivista di poesia ( Novilunio), è poeta egli stesso provando “ nel mettere insieme delle parole, nel comporre testi un vero piacere inebriante, come respirare aria di montagna, ed anche una severa responsabilità verso la realtà che ci circonda e ci tormenta.”
Ha pubblicato libri di poesie (Un grido e poi, Seledizioni, 1975; Improvvisi mutamenti – Leonforte 1977; I segni ritrovati Roma, Albatros 1980; Tre Poesie, in Antologia di poeti leonfortesi 1986; Paesaggi purpurei di un luogo senza confini Chicago Insulsa 1987 ), di critica letteraria ( Giacomo Leopardi : estetica e poesia; Giovan Battista Spada il giardino degli epiteti,traslati et aggiunti ), articoli vari, che fanno parte di enciclopedie, di riviste letterarie, in riviste specializzate, in dizionari, in C D alcuni di questi articoli sono scritti in collaborazione con sua moglie professoressa Tatiana Crivelli. Tra questi studi particolare mi piace citare uno suo saggio pubblicato sulla rivista Zeta diretta da Francesco Campione, un altro nostro compaesano illustre, si intitola “Dialogo di Giacomo Leopardi con un suo lettore”, perché la sua lettura riempie l’anima e colora la vita.
Molto accurate e numerose sono le recensioni di libri di poesia, di critica letteraria , di storia. Innumerevoli sono le sue conferenze tenute nelle più prestigiose università americane ( Columbia University, New York, University of Virginia, Loyola University, Chicago, Universty of North Carolina at Chapel Hill, University Arizona,) , in Italia ( Università di Bologna, ) in Svizzera ( Politecnico di Zurigo), in Sicilia ( Leonforte, Agira).
E’ membro di varie accademie e associazioni culturali come il Centro di Studi Rinascimentali di Ferrara ,il Centro Studi Leopardiani di Recanati , l’American Association of Italian Studies. Recentemente è stato eletto presidente della Società Dante Alighieri di Zurigo.
Emilio Speciale ha avuto il modo di parte della giuria del Premio letterario di Leonforte in varie edizioni, però ha deciso di non farne parte perché evidentemente non ne condivide più le modalità di svolgimento.
Nel 1991 ha dato vita ad una rivista della poesia italiana: “ Novilunio ”, rivista di cultura poetica, punto d’incontro fra gli accademici e i poeti, il saggio meditato e la poesia fresca.
Molto particolare è il rapporto di Emilio Speciale con Leonforte, lo ama ma lo fa arrabbiare pure, non sopporta il suo ambiente sociale e culturale alquanto restio alle novità. Lo considera piuttosto triste, banale e abulico. Però ha cercato di cambiare tale situazione, nel tempo si è reso promotore di iniziative culturali, ha dato il suo contributo d’idee per il premio letterario e ha cercando di valorizzare, tramite la sua casa editrice ,qualche autore leonfortese. Emilio Speciale è una risorsa per la nostra piccola realtà, le sue discrete critiche sono fatte a fin di bene e con amore, un amore non sempre ricambiato.

Enzo Barbera